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Contributi alla storia dell'estetica by Georg Lukács

By Georg Lukács

Traduzione di Emilio Picco . octavo pp. 490 Rilegato, sovracoperta (hard conceal, dirt jacket) rarissime sottolineature a matita colorata (few underlined passages in pencil) Molto Buono (Very solid)

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Ma, con altrettanta evidenza, ci accorgiamo di come queste fantasie onomastiche siano anche la premessa per la loro profanazione ad opera della esperienza. La seduzione merovingia della casata Guermantes (con tutto l'apparato di necessità onomastica che reca in sé) è, allo stesso tempo, Fa premessa di altrettante confutazioni: la duchessa è Guermantes, ma dice molte sciocchezze, soprattutto con il passare del tempo; il titolo di principessa di Guermantes nel corso del romanzo designa sia Marie-Gilbert, più feudale di sua cugina Oriane, sia Madame Verdurin, che ha sposato in terze nozze il principe (simmetricamente, la palazzina del principe è stata venduta a un miliardario americano); il principe, per parte sua, nel bai de tètes è un sovrano da operetta.

Di qui, una conseguenza sia per la teoria dell'esperienza sia per la teodicea estetica in atto nella Recherche: i nomi devono presentarsi al tempo stesso come necessari e come arbitrari. Se non fossero necessari per la nostra immaginazione, non potremmo verificarne con l'esperienza l'arbitrarietà, così da trarre tutti gli effetti poetici di questa dialettica. M a cosa determina la necessarietà immaginaria del nome? Su questo punto, la critica ha talora preso troppo alla lettera le dichiarazioni esplicite di Proust intorno al carattere causale e assoluto del nome.

E anche la natura: l'emergere di Balbec sullo sfondo dei nomi bretoni e normanni; i due còtés con i loro attributi molteplici, e che una strada trasversale mette in comunicazione, annullandone Fecceità. Metamorfosi e migrazioni M a restiamo ai personaggi. Bernard Brun rileva come il personaggio non costituisca una individualità, ma sia piuttosto il supporto di qualità permutabili. Possiamo sviluppare questa considerazione seguendo due strade. La prima concernerebbe la vita letteraria del personaggio, e cioè: per quale motivo il variare delle qualità ci consente comunque di riconoscere individualità relativamente formate e costanti che ne sono il supporto o il contenitore stabile?

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