Il filosofo, il sacerdote e il pittore. Un ritratto di by Steven Nadler, Luigi Giacone

By Steven Nadler, Luigi Giacone

Non è affatto strano se due sacerdoti cattolici che vivono in un paese a dominanza protestante fanno amicizia, specie se a legarli sono anche interessi artistico-intellettuali e se uno di loro - che si picca di essere un musicista di vaglia - suona ben volentieri le sue composizioni in line with intrattenere l'amico nelle lunghe e freddissime serate invernali. Ed è altrettanto comprensibile che i due accolgano a braccia aperte nel loro minuscolo cenacolo culturale un correligionario straniero, uno schivo studioso francese che, a quanto pare, desidera soltanto essere lasciato in velocity, a scrivere. Quando poi, dopo dieci anni di frequentazione, lo straniero parte in line with un paese lontano, farlo ritrarre in line with ricordarne l'aspetto è il gesto piú spontaneo e affettuoso che ci si possa attendere da un rattristato amico. Semplice. Chiaro e distinto, anzi. Perché, se l'innocua vicenda si svolge in Olanda alla metà del Seicento, lo straniero può facilmente chiamarsi René Descartes e il pittore a disposizione rischia di essere Frans Hals... Con los angeles consueta amabilità, Steven Nadler ci guida questa volta in un insolito viaggio filosofico-culturale attraverso un periodo cruciale consistent with los angeles storia del pensiero, quanto straordinario in step with l. a. fioritura artistica. Quadri celebri e celebri trattati - le Meditazioni metafisiche , le Passioni dell'anima , i Principî della filosofia - vedono l. a. luce e si mescolano sullo sfondo del Secolo d'oro olandese, tra polemiche teologiche, gare musicali e los angeles vicenda di un piccolo, controverso, ritratto attribuibile a Hals. Dopotutto, c'è una sorta di logica barocca nel fatto che, nel nostro immaginario, los angeles piú celebre immagine di Descartes non sia los angeles tavola originale del maestro, bensí los angeles splendida copia di ignota mano che oggi ammiriamo al Louvre: un destino iconografico che avrebbe forse strappato un sorriso al filosofo del dubbio.

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Gli algoritmi del capitale. Accelerazionismo, macchine della by Matteo Pasquinelli

By Matteo Pasquinelli

L’immaginario politico e l’idea di futuro sembrano oggi cancellati dall’imperativo dell’austerity. Ma quale sarebbe il vero passaggio rivoluzionario, si chiedevano un pace Deleuze e Guattari: ritirarsi dal mercato globale o, al contrario, andare ancora più lontano, “accelerare il processo”? L’economia è in crisi, ma l. a. tecnologia continua a evolvere sotto i nostri occhi: i social community sono sempre più pervasivi, los angeles logistica delle merci sempre più veloce e digitalizzata, servizi segreti e finanza usano algoritmi sempre più sofisticati according to analizzare e prevedere i comportamenti di massa. E se l’impasse politica fosse legata all’incapacità di comprendere le nuove astrazioni del capitale e del lavoro, gli algoritmi che controllano le relazioni sociali tanto quanto il pace collettivo congelato dalla finanza in futures e derivati? Un nuovo nomos tecnologico sembra prendere forma a livello planetario, dove i poteri tradizionali degli Stati nazione si intrecciano con le grandi company della rete. Un ex direttore della Cia lo ha riassunto in modo cinico ma efficace: “Uccidiamo persone sulla base dei metadati”. Rispondendo al recente Manifesto accelerazionista e rilanciando l. a. tesi del capitalismo cognitivo, gli autori del presente libro sostengono che lo sviluppo tecnologico possa essere ridisegnato in senso rivoluzionario, che l’astrazione più estrema dell’intelligenza debba diventare arma politica e che il futuro sia da riconquistare come terreno visionario.

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